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SoloNapoli - ADL, il cosiddetto presidentissimo
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 ADL, il cosiddetto presidentissimo
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Dario
Moderatore


Prov.: Napoli
Città: Pompei


4225 Messaggi

Inserito il - 28/05/2022 : 17:18:11  Mostra Profilo Invia a Dario un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Da un editoriale del simpatico prof. Guido Clemente di San Luca:
"A proposito di arroganza, sia pur con stile ed accenti diversi, non può non stigmatizzarsi la sconcertante performance del presidente del Napoli alla kermesse per i 130 anni del Mattino al Teatrino di Corte di Palazzo Reale. Uno spettacolo imbarazzante. Anzitutto, è biasimevole l’altezzoso sussiego – non si capisce fondato su che – con cui ha parlato del Presidente della FIGC, Gravina. Senza il minimo garbo istituzionale, dovuto e necessario, oltre che opportuno. E poi qualcuno si meraviglia che non riscuota la simpatia dei napoletani. La radicale ineleganza nell’atteggiamento e dell’eloquio richiama alla mente la categoria nella quale diffusamente – e (l’abbiamo scritto) impropriamente – si usa collocare il capitano partente.

A parte le forme, lo sconcerto deriva dalla conferma dei contenuti che continua a professare senza infingimenti. Privi come sono di ogni minima base di conoscenza sia sociologica sia istituzionale. Sport e passione popolare possono anche sopportare il mercimonio. Ma soltanto finché il compromesso non divenga del tutto inaccettabile. Ciò che sfugge ad AdL è che sono proprio le cose che dicono e fanno quelli come lui a far sì che «i ragazzi da 8 a 17-18 anni stanno abbandonando la visione del calcio», a far diventare la partita di calcio «una rottura di palle che non finisce mai».

No, non è in sintonia con la passione azzurra. Né, in generale – ed è più grave –, con la struttura antropologica del tifo. Basterebbe vedere cosa è accaduto a Roma per una coppa che è poco di più di quella ‘del nonno’. Noi terzi, ed in Champions League, in una clima da depressione. I giallorossi sesti, ed in EL, nel più delirante tripudio popolare. Come si fa a tenere gli occhi così chiusi? Men che meno è in linea con i fondamentali dello sport. Parla di rivisitazione delle regole mostrando di essere del tutto a digiuno dei più elementari principi giuridici che informano sia l’ordinamento statale, sia quello sportivo. Si nutre soltanto di una ispirazione biecamente mercantile, ponendo al centro del ragionamento in via esclusiva i suoi interessi da impresario.

Non v’è dubbio che «Bisogna svecchiare tutto a partire dai vertici». Ma nella direzione inversa a quella in cui vorrebbe andare lui. Tra Federazione e Lega, istituzione è la prima, non la seconda. In un sistema democratico (anche di democrazia pluralistica), il compito di dettare le regole del gioco non spetta ad organismi rappresentativi solo di alcuni (anche se importanti) pezzi della società civile. Compete alle istituzioni esponenziali della comunità intera.

Naturalmente non si vuole – né si potrebbe – negare la capacità del settore di produrre reddito e PIL. Ma le sue regole devono restare saldamente nelle mani delle relative istituzioni. Il mercato si fa dentro le regole dello sport. Non l’inverso. E, per definizione, dette regole sono chiamate a garantire la leale competizione. La capacità di generare profitto viene solo dopo: dentro quelle regole e senza snaturarne lo spirito. Quantunque si assista impotenti alla trasformazione globale dei mercati, fra Stato e mercato, le regole le detta lo Stato. È indubbio che si possa «fatturare tantissimo attraverso turismo e bellezza». Ma dello sfruttamento delle «bellezze di Napoli e della Campania» deve beneficiare il territorio nel suo insieme, non soltanto pochi impresari. Per non dire della violenza. Che AdL adopera solo in via strumentale, per promuovere lo stadio elitario che vorrebbe lui. L’esatto contrario di quello che ci vuole per risvegliare la passione che va assopendosi.

Ebbene, caro Presidente, solo chi è privo di capacità d’intelligere ed onestà intellettuale può non aver compreso ed apprezzato l’opera che ha svolto per la ricostituzione del calcio Napoli. Ma se oggi si vogliono conservare queste attitudini, non si può auspicare altro che passi la mano. Prima che sia troppo tardi. Prima che non venga definitivamente prosciugata la straordinaria passione popolare azzurra. Riprenda a fare solo cinema, così tornerà accanto ad «Angelina Jolie». E, se proprio volesse ancora cimentarsi con lo sport, riscopra il suo amore per il basket. Gli farà dimenticare gli orribili «sputi dei campi del Sud»."
Inutile dire che sottoscrivo anche la punteggiatura. Un simile individuo non ha nulla a che fare con la passione azzurra e con la napoletanità. Sarà quella passione di cui sopra a liberarci definitivamente dalle bugie, dai ricatti e dagli insulti di questo misero e supponente personaggio, che personifica, meglio di chiunque altro, una delle figure più meschine del genere umano: l'accattone.

Dario
Moderatore


Prov.: Napoli
Città: Pompei


4225 Messaggi

Inserito il - 30/05/2022 : 16:12:54  Mostra Profilo Invia a Dario un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Nell'ultima conferenza stampa, l'accattone per antonomasia e pezzente d'animo, ha superato ogni limite. Mi chiedo: - È possibile che ci sia ancora qualcuno a Napoli e dintorni disposto a difendere questo parassita?
Se amate il Napoli, non un centesimo a questo accattone.
Via da Napoli questo parassita!

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luigi2702
Utente Master


Prov.: Napoli
Città: Portici


11388 Messaggi

Inserito il - 08/06/2022 : 19:37:25  Mostra Profilo  Invia Email Invia a luigi2702 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da Dario

Nell'ultima conferenza stampa, l'accattone per antonomasia e pezzente d'animo, ha superato ogni limite. Mi chiedo: - È possibile che ci sia ancora qualcuno a Napoli e dintorni disposto a difendere questo parassita?
Se amate il Napoli, non un centesimo a questo accattone.
Via da Napoli questo parassita!



Non posso che auspicare, con tutte le mie forze, che subentri un ricco fondo di qualcosa, che gli dia il miliardo che vorrebbe, per non sentirne piu'parlare in ambito calcio, almeno.
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